martedì 3 giugno 2014

Arte in casa Sberna


Si e' conclusa ieri la mostra intitolata "Arte in Casa Sberna" organizzata dall'associazione culturale Rezzato Arte e Cultura e con il Patrocinio del Comune di Rezzato.
La mostra ha avuto la fortuna di essere esposta in una location prestigiosa, Villa Sberna , vero e proprio gioiello di architettura e di pittura settecentesca.
I proprietari hanno aperto le loro porte ad artisti emergenti e non, individuando il rapporto fondamentale fra passato e presente nell'arte e mettendo a confronto stili e tecniche diversissimi.

Le maestose pareti affrescate erano protagoniste allo stesso modo degli artisti espositori e la contrapposizione fra passato e presente rendeva l'atmosfera ancora più suggestiva.
Ho esposto alcune opere delle quali potete vedere alcuni scatti.
Per me è stato un onore partecipare e ringrazio la Famiglia Sberna per l'opportunità ch ci ha concesso.
















mercoledì 8 gennaio 2014

Silente Perfezione

Il momento della contemplazione nella tradizione estetica giapponese è ammirazione del divino, immanente in ogni essere presente in natura, e l’attimo fuggevole ed effimero della fruizione della bellezza trasmette gioia e benessere all’uomo che, solo per un momento, viene ad essere in sintonia con l’universo di cui è parte.
I valori etici ed estetici quindi si fondono con la religione Buddista e la filosofia  Zen amplificando concetti come il continuo allenamento e l’ostinata ripetizione, alla ricerca di quella stessa perfezione che l’uomo può ritrovare solamente in natura.

La bellezza è nell’equilibrio di sentimento e tecnica, la bellezza è  pulita, essenziale, la bellezza è silenzio che porta alla concentrazione, alla meditazione, alla consapevolezza di sé.
Da queste considerazioni, del tutto congeniali con la filosofia che  sottende le mie opere, ho voluto reinterpretare le famose disposizioni di fiori giapponesi Ikebana in forma grafica.


Sono composizioni semplici, serene, che sottendono alle  regole ritmiche delle strutture architettoniche,  equilibrio e armonica distribuzione degli elementi scevri da infrastrutture che potrebbero danneggiarne la purezza e la linearità, pazientemente costruite nell’assoluto silenzio della moderazione e della modestia.






















Un omaggio alle multiformi espressioni della natura dal titolo Silente Perfezione.
Silenti non solo perché rientrano nella categoria delle nature morte (in inglese Still Life, letteralmente Natura Silente) ma anche perché frutto di un lavoro di concentrazione nel silenzio alla ricerca dell’equilibrio fra razionalità e sentimento, fra spazio e forma, esaltazione della linea e del ritmo: un’ unione seppur per un attimo effimero fra terreno e divino che le rende perfette.   

Piccole notizie sull’Ikebana.
E l’arte giapponese della disposizione dei fiori recisi, anticamente conosciuta come Kadō (華道 o 花道).E un'arte molto antica che ha le sue origini in Oriente ma solo nel complesso artistico e religioso del Giappone ha trovato il terreno fertile per il suo sviluppo trasformandosi, da iniziale offerta agli dei, in una multiforme espressione artistica. Le sue origini risalgono al VI secolo d.C.
In origine l'arte dei fiori era praticata solamente dai nobili e dai monaci buddhisti, che rappresentavano le classi elevate del Giappone, e solo molto più tardi si diffuse in tutti i ceti diventando popolare con il nome di Ikebana. Il primo stile, piuttosto elaborato, fu il Rikka che comprendeva la presenza nella composizione di ben sette elementi: i tre rami principali e i quattro secondari. In seguito venne elaborato uno stile più semplice, il Nageire. In epoca moderna ogni scuola adottò un proprio stile personale e si cominciarono ad usare anche vasi bassi dal bordo poco elevato ed elementi di contorno come sassi, rami secchi ed altri materiali naturali.L’ikebana nasce dall’osservazione della natura ed evita lo scadimento stilistico con lo studio costante delle forme, la conquista della tecnica e il continuo perfezionamento dei mezzi interiori e manuali. Nulla  sfugge a questo continuo controllo e forme  e materiali si amalgamano in vicendevole scambio di equilibri razionali e armonicamente logici.
Alla base della costruzione, qualunque sia la forma dell’ikebana, troviamo il triangolo. Triangolo che raffigura il cosmo, simbolo della montagna e del fuoco se ha il vertice in alto, della caverna e dell’acqua se ha il vertice in basso e anche simbolo delle fasi della vita, passato presente e futuro, nascita maturità e morte. Come queste forze si devono armonizzare per formare l’universo, così i rami si devono equilibrare nello spazio senza sforzo apparente. Questa l’essenza dell’ikebana: completezza conchiusa e potenzialità dinamica.

martedì 25 giugno 2013

Quando l'arte si dipinge di rosa

Si è conclusa brillantemente la mostra intitolata "Pittura in Rosa" che ha chiuso i battenti ieri, 14 Luglio, dopo dieci giorni di esposizione e un notevole afflusso di pubblico.
Doverosi sono alcuni ringraziamenti da parte mia prima di tutto al gruppo "Donne in Arte" di Tiziana Zini e Romana Romeo che mi hanno dato la possibilità di esporre in una location cosi' suggestiva in stretta collaborazione con la Sig.ra Letizia del Comune di Soiano, organizzatrice attenta e professionale di eventi di livello, animata da una passione contagiosa e al critico Simone Fappanni che con lucidità e grande passione ha dato lustro ad ogni artista descrivendone le peculiarità in modo compiuto ed esaustivo.
E' stato interessante partecipare ad una mostra di sole donne, così diverse fra loro e tutte con un mondo interiore da scoprire attraverso le opere esposte.
Fra le mie prigioni di linee dritte e la ricerca di una via di fuga da esse, attraverso esperienze più pittoriche sperimentate per l'occasione, mi sono insinuata e incrociata con i loro pensieri e ne ho colto la ricchezza e la complessità.

Mi sono così imbattuta nella calda sensualità delle donne di Tiziana Zini, nella pittura naif e sognante di Romana Romeo, nell'esplosione passionale delle nature morte di Mariagrazia Conforti e nella modernità dei dipinti di Daniela Braga, seducenti e accattivanti.
Un posto a parte meritano l'illustratrice Luisa Valenti con le sue incisioni e tavole illustrate di grande eleganza ed originalità e le composizioni di carta di Mara Pasini che hanno decorato e abbellito l'esposizione, lavori di grande pazienza, intuitività e raffinatezza.

Daniela Ravasio
L'incontro e' stato fonte di confronti proficui e mi ha dato il modo di interrogarmi sul cammino intrapreso, sondarne le motivazioni, accertarne i confini e ampliarne le possibilità. A mostra finita infatti, chiudendo le porte e spegnendo le luci, la sensazione non era quella di qualcosa  di concluso, di terminato, un'esperienza da archiviare fra le tante vissute nelle vite di tutte noi, piuttosto la consapevolezza di essere ormai legate da un'emozione così intensa che, insieme o separatamente avrebbe donato altri frutti.
Eccovi alcuni scatti delle mie opere e di seguito quelle delle pittrici e delle altre artiste in esposizione.

domenica 19 maggio 2013

Davide Bignami. Un (per)corso inaspettato.


Sabato 10 Maggio presso “Spazio Arte Duina”,qui il link, ha avuto luogo la mostra finale dei corsisti del “Corso di disegno e pittura dal vero” tenuto dall'artista Davide Bignami, corso o meglio (per)corso che ho avuto la fortuna di seguire per circa quattro mesi.

Si, perché lavorare con Davide Bignami è stato un viaggio, un’esperienza vissuta con gli occhi della curiosità, dell’osservazione, della pazienza e del rispetto verso gli oggetti che ogni volta ci prestavamo a rappresentare.
Proprio come il viaggiatore che, entrando in un paese sconosciuto, vi si addentra in punta di piedi, con il garbo di chi sa di essere straniero in casa d’altri, con la voglia di capire piuttosto che l’arroganza di sapere o giudicare e con la saggezza di colui che continua ad arricchirsi delle cose infinitamente piccole, così Davide, nostra guida in questo itinerario, ci ha regalato la sua esperienza di valente docente introducendoci a varie tecniche di disegno e pittoriche, ma il suo messaggio è andato ben oltre il mero insegnamento ed è risultato essere molto più illuminante di quanto noi stessi potessimo mai sperare. 

Ed ecco le mie due opere :


domenica 14 aprile 2013

Samurai



I giapponesi sono un popolo bellicoso, un popolo di guerrieri, la cui storia è costellata di guerre di ogni tipo, tatticamente ben strutturate e organizzate, nelle quali emerge una costante: il valore del singolo, la pura dedizione del Samurai.
Il termine Samurai deriva dal verbo saburau, che significa servire o tenersi a lato, letteralmente “colui che serve”, o più propriamente da Bushi, laddove bu significa marziale e shi è l’insieme di due segni che rappresentano la conoscenza.

I Samurai, nel Giappone feudale, erano guerrieri nobili che, oltre alle arti marziali connesse alla loro professione, praticavano arti Zen e coltivavano la propria preparazione culturale e personale.
Ebbero il loro massimo splendore fra il periodo Heian e il periodo Muromachi quindi essenzialmente tra l’anno mille la fine del cinquecento ma già durante il periodo Edo (1600-1866) iniziarono a perdere la loro funzione di guerrieri e vennero relegati al compito di burocrati al servizio dello Shogun o di un Daimyo (signorotto feudale). Taluni fra loro venivano chiamati solo per le cerimonie ufficiali e la loro spada veniva esibita non per il combattimento ma per scopi dimostrativi o per sottolineare l’appartenenza alla loro casta.
Molti Samurai vennero successivamente abbandonati dai loro Daimyo o perchè il Daimyo era morto o perché ne avevano perso il favore e la fiducia. Allora venivano appellati con il nome di Ronin che letteralmente significa “uomo onda” ma che aveva in sé un significato dispregiativo nel senso di uomo che vaga senza uno scopo.